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Progetto per Villa Clemente

La Città 04/09

La Città 06/09

Italie 2012

Progetto per Villa Clemente

Premio Tercas Architettura XI Edizione

 

Catalogo dei progetti

Il Ciclone
Progettista: Maurizio De Siati (Teramo)
Collaboratori: D’Ottavi Giuseppe, Franco Di Sabatino, Rodolfo Ioannacci, Valerio Pichelli

 

(…). Partendo dal concetto di recupero dell’esistente, poiché la struttura che andrebbe ad integrarlo è estremamente grande, ci si è posti il problema del suo inserimento nell’area nonché della interazione che avrebbe avuto con la preesistenza.
Ci si è preoccupati, innanzitutto di operare con una costruzione che non avesse un eccessivo impatto nell’area e inoltre e soprattutto si è data particolare attenzione alla scelta della forma in maniera tale che esistesse il migliore equilibrio tra il nuovo e l’esistente.
Infatti l’obiettivo che ci si è prefissi di raggiungere è quello di creare una  struttura organica in maniera tale che il preesistente non abbia la predominanza sul “nuovo” ed il “nuovo”, veceversa, on abbia la predominanza sul preesistente.
Al fine di ottenere questo, poiché il “nuovo” risulta molto grande e quindi di notevole impatto, si è cercato di dare a questo una immagine di leggerezza in primo luogo rendendo la costruzione “sfuggente” rispetto al preesistente posizionandola in diagonale rispetto ad essa (…). In secondo luogo, l’immagine di leggerezza si è cercato di darla con un particolare utilizzo dei materiali. (…).
Si viene a spiegare meglio il concetto; i materiali sono usati come se fossero sottili fogli curvati, che fungono da delicatissimo involucro. Il vetro è immaginato infatti come una pellicola trasparente curva e quest’ultima nella parte terminale è ulteriormente avvolta da un foglietto di cartoncino precariamente ad essa appoggiato ed anch’esso curvato, che poi è costituito da pietra.
Tutto il “Nuovo”, in pianta si presenta con una forma che è assimilabile a quella di una nave la cui prua punta sullo spigolo estremo della torre e su di esso ruota di circa 45° fino a che la costruzione non sia tangente ad un asse distante 8 m. dalla più vicina linea ferrata. La copertura invece ha una forma che in sezione è assimilabile alla apertura alare di un immaginario gabbiano. Tutta la nuova costruzione inoltre si compenetra perfettamente con quella esistente, e quello che è dato da vedere è un involucro di vetro che si interrompe man mano che incontra le superfici volumetriche del preesistente. (…).
Tutti i prospetti dell’esistente vengono conservati in mattone a faccia vista, mentre quando il muro prosegue all’interno dell’involucro, è intonacato. Altro elemento caratteristico sono i pilastri triangolari di cui si parlerà nella descrizione della struttura.
È necessario a questo punto accennare come è pensata la costruzione della struttura vetrata. Per questa si è utilizzato il sistema “Spiderglass” messa a punto della Saint-Gobain. (…)
La sistemazione dell’area prevede innanzitutto il suo utilizzo in due parti ben distinte in quanto la costruzione è posta diagonalmente. (…)
Dovranno essere rimossi tutti gli alberi e piante esistenti ove insiste la costruzione che sono nella quasi totalità Phoenix, ma verranno reimpiantati sul lato nord dell’area ad eccezione di quelli posti sul prospetto principale che verranno spostati ai lati della scalinata. (…)
Lungo il muro addossato alla ferrovia, la siepe sarà integrata da alberi di Eucaliptus ogni 2 m che arriveranno fino ad una altezza di circa 7 m. Questi, oltre ad occultare la vista dei treni, contribuirà ad abbattere il rumore insieme ad una vetrata fonoassorbente sistemata posteriormente ad essi.

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