Arte Italia

Microspazi Macroluoghi catalogo

Progetto per Villa Clemente

La Città 04/09

La Città 06/09

Italie 2012

Microspazi Macroluoghi

Concorso europeo di Architettura

 

Catalogo dei progetti

2008

UCS + T
Capogruppo: Arch. Tiziana Lancia
Progettisti: Arch. Francesca Di Francesco, Arch. Maurizio De Siati


La città è un organismo e su di essa vogliamo cucire un vestito nuovo, un vestito di sogni e desideri da evocare, un vestito di sensazione e di emozioni sempre nuove, un vestito di trama leggera, un velo di particelle minutissime d’umori e sensazioni, un pulviscolo d’atomi come tutto ciò che costituisce l’ultima sostanza della molteplicità delle cose. A questo punto non ci si può esimere dallo scendere nel dettaglio della proposta: come mettere in atto un processo di configurazione di un sistema articolato degli spazi aperti del centro storico di Teramo senza scadere nell’arredo urbano e con una proposta che possa essere così ripetibile e frazionabile (l’area di concorso muta tra fase I e fase II) da non perdere la sua forza espressiva ma, anzi da poter essere replicata anche al di fuori del Centro storico di Teramo? La risposta è un elemento di scala molto piccola coma un mattone. Come il mattone di cui erano pavimentate le strade della città di Teramo in età romana, ha dato seguito e forma al bisogno dell’uomo di proteggersi e definire quindi un ambiente costruito che funga da rifugio e conforto da contrapporre all’ambiente naturale e alle sue incertezze così il mattone evoluto proposto, contenente potenzialità illimitate tali da poter volta per volta mutare la sua modalità d’uso e anche la funzione, può dare seguito e forma al bisogno dell’uomo contemporaneo di relazionarsi e identificarsi con gli spazi che vive. La proposta progettuale è, dunque, un pixel di una foto urbana o meglio un mattone tecnologico con cui ricucire gli spazi del centro storico della città. I mattoni tecnologici, poi, posati in opera identificano il disegno di una rete di cui il mattone stesso è una maglia: la rete come un rizoma corre al di sotto della forma corporea della città e diviene un sistema di vasi sanguigni che percorre l’organismo urbano e lo irrora.
La rete così ristrutturata è smontabile e reversibile, suscettibile di modificazioni, un sistema aperto che anziché ordinare la complessità la arricchisce, la enfatizza, rendendola il mezzo per una pluralità di funzioni, di percezioni, di disegni, di trame urbane in cui i cittadini potranno di volta in volta incontrarsi, essere soli, fare cultura, ascoltare, dialogare, sognare, percorrere, crescere, esprimersi.

 
Ultimo aggiornamento sito: